Linee Guida dell’Associazione Europea per lo Studio del Fegato: Diagnosi e trattamento dei pazienti affetti da Colangite Biliare Primitiva

Linee Guida dell’Associazione Europea per lo Studio del Fegato:
Diagnosi e trattamento dei pazienti affetti da Colangite Biliare Primitiva

(EASL Clinical Practice Guidelines: The diagnosis and management of patients with primary biliary cholangitis)
European Association for the Study of the Liver Journal of Hepatology 2017

La Colangite Biliare Primitiva (CBP) è una rara malattia epatica cronica che, se non trattata, può progredire nella fibrosi, nella cirrosi e nell’insufficienza epatica.
In occasione del congresso annuale dell’Associazione Europea per lo Studio del Fegato (EASL), il più importante a livello internazionale in ambito epatologico che si è svolto il mese scorso ad Amsterdam, sono state presentate le nuove linee guida dedicate esclusivamente alla Colangite Biliare Primitiva. Sono le prime linee guida ad usare il nuovo nome per descrivere la malattia: nel 2014, infatti, durante un congresso monotematico internazionale organizzato a Milano, la comunità dei pazienti aveva invitato gli operatori sanitari a sostituire il nome “cirrosi biliare primitiva” con “colangite biliare primitiva. Gli autori del documento EASL, pubblicato sul prestigioso giornale Journal of Hepatology, dopo aver analizzato i dati presenti in letteratura, hanno redatto una serie di suggerimenti per la pratica clinica.
“La recente approvazione dell’acido obeticolico ha reso necessarie queste nuove indicazioni, insieme ad importanti progressi nella nostra conoscenza della malattia e nella gestione clinica dei pazienti”, ha spiegato Pietro Invernizzi, professore associato di Gastroenterologia, responsabile dell’U.O.C. di Gastroenterologia del S. Gerardo di Monza e del programma per le Malattie Autoimmuni del Fegato dell’Università di Milano-Bicocca. “Dalle precedenti linee guida del 2009 a cui avevo contribuito, abbiamo iniziato a sviluppare nuovi possibili farmaci per questa malattia e il primo di questi, l’acido obeticolico, è già disponibile da alcuni mesi negli Stati Uniti, e lo sarà anche in Italia e in altri Paesi nel mondo entro fine anno o all’inizio del 2018, dopo aver superato la fase di trattativa con l’Agenzia del Farmaco (AIFA) in Italia”. Il prof. Invernizzi è l’unico italiano ad aver preso parte alla stesura del documento, insieme al rappresentante italiano del Board EASL, il prof.Marco Marzioni, e ad altri cinque esperti europei. La novità rappresentata dall’acido obeticolico (OCA) sopraggiunge circa 20 anni dopo l’introduzione dell’acido ursodesossicolico (UDCA), il farmaco di prima linea per la CBP. Ora, per i pazienti che non tollerano o non rispondono adeguatamente all’UDCA, c’è un’altra opzione terapeutica – l’OCA, appunto – per la quale occorre definire indicazioni e dosaggi. Il documento lascia spazio anche agli altri farmaci disponibili, come i fibrati, alle sperimentazioni in corso e alla gestione clinica di altri sintomi della malattia, come il prurito. Infine, per la prima volta, anche i pazienti hanno avuto la possibilità di rivedere le linee guida prima della pubblicazione, designando un rappresentante delle associazioni europee di riferimento.

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